Qui si vaneggia, ma non si va oltre il chiacchiericcio, al massimo si racconta qualche ricordo.
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Gli americani dicono che l'auto correva troppo.
Gli italiani dicono che l'auto andava piano.
Chissà se il tachimetro dell'auto era tarato in chilometri o miglia orarie...
Gli americani dicono che hanno segnalato.
Gli italiani dicono che non si è visto nessun segnale.
Ci è stato detto che sulla macchina si è riversata una pioggia di fuoco di trecento o quattrocento proiettili.
A vederla, l'automobile riportata in Italia, si stenta a crederlo.
Certo si può anche comprendere come, nell'eccitazione della liberazione e nella fretta di raggiungere l'aereoporto, tutti "attaccati" ai telefoni.. possa essere sfuggita una qualche segnalazione da parte delle truppe americane.
Eppure la memoria non può non tornare a quei corpi spappolati sulle nevi del Cermis.
Che folle idea quella di costruire una funivia dove i piloti volevano volare.
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che... disperazione
nasce da una distrazione
che disperazione.......
Lucio Battisti - 1971
