Qui si vaneggia, ma non si va oltre il chiacchiericcio, al massimo si racconta qualche ricordo.
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Sottoposto a una ferrea dieta un ragazzino di 10 anni si e' avventato sulla pappa del suo cane divorandola tra i mugolii di disapprovazione dell'animale. Il protagonista di questa storia si chiama Luca, ha solo dieci anni ma pesa oltre 50 chili e per questo motivo i genitori lo hanno portato da uno specialista e messo a dieta. Domenica, pero', il ragazzino stanco di dover mangiare carne arrosto e formaggio ha avuto un momento di smarrimento: alla richiesta della madre di portare in cucina quanto avanzato dal pranzo domenicale (pasta al forno, pollo e patate, tutti alimenti vietatissimi al bambino) Luca ha pensato bene di "spazzolare" la pappa del cane. Ad accorgersene sono stati gli stessi genitori richiamati dai guaiti strazianti dell'animale che cercava in ogni modo di salvare il proprio pranzo. Gli allibiti mamma e papa' lo hanno aspramente rimproverato per quel gesto ma lui piangendo ha detto: "Ho fame, fatemi mangiare o chiamo il telefono azzurro". Una vicenda, questa, che a Isola Liri cittadina ciociara dove il bambino vive con i genitori titolari di una avviata rosticceria, ha destato grande scalpore e soprattutto ha posto l'accento sul modo di alimentarsi dei bambini di oggi.
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Rosalina, Rosalina
a me piaci grassottina
ma quando e' sera, sera
ti sento masticare
quando e' sera, sera
t'ammazzi con i bignet.
Fabio Concato - 1994
Se non credete a me.... >>
La notizia è di quelle da trafiletto... da "brevi dall'italia".... minuzie...:
Bambina di 8 anni sventa furto.
La bambina, figlia di un carabiniere e sola in casa, accortasi che qualcuno stava tentando di scassinare la porta d'ingresso, ha chiamato il papà al telefono, questi ha chiamato i colleghi che, prontamente intervenuti, hanno arrestato i malfattori.
Tutti contenti.
Sola in casa? Una bambina di 8 anni? Ma se fosse stata figlia di un ambulante macedone... (un esempio a caso, per carità) non sarebbe prontamente intervenuto qualche assistente sociale, qualche P.M. a togliere la patria potestà sulla bambina "sola"?
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Lontano più lontano degli occhi del tramonto
mi domando come mai non ci sono bambini
e l'ufficiale uncinato che mi segue da tempo
mi indica col dito qualcosa da guardare
le grandi gelaterie di lampone che fumano lente
i bambini, i bambini sono tutti a volare
Cercando un altro Egitto
Francesco De Gregori - 1974
A leggere tra le "brevi" qualcosa di gustoso, divertente e ridicolo si trova sempre...
Ma questa di cui si parla qui non è una "breve"... è l'intera pagina (7 colonne) da Il Messaggero: "Ha bisogno di me, il mio Dio" ed il catenaccio dice: Gianni Vattimo teorico del pensiero debole, parla del "divino" da Anselmo d'Aosta al relativismo.
No deve essere solo il pensiero ad esser debole, se dello stesso Vattimo appena ieri si leggeva su un altro quotidiano la seguente dichiarazione:
"Amo un cubista di 20 anni. Sono molto innamorato. Lui è un cubista ventenne. E lui ha per me sentimenti di amicizia che, purtroppo, non sfiorano la libidine.... e lo capisco. io come oggetto sessuale sono uno sfacelo: ho 69 anni."
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Un vecchio e un bambino si preser per mano e andarono insieme incontro alla sera.
La polvere rossa si alzava lontano e il sole brillava di luce non vera.
L'immensa pianura sembrava arrivare fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare,
e tutto d'intorno non c'era nessuno: solo il tetro contorno di torri di fumo.
I due camminavano, il giorno cadeva, il vecchio parlava e piano piangeva.
Con l'anima assente, con gli occhi bagnati, seguiva il ricordo di miti passati.
I vecchi subiscon le ingiurie degli anni, non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno nel loro pensiero distinguer nei sogni il falso dal vero.
E il vecchio diceva, guardando lontano: "Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti, immagina i fiori, e pensa alle voci e pensa ai colori,
e in questa pianura fin dove si perde crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli il ritmo dell'uomo e delle stagioni."
Il bimbo ristette, lo sguardo era triste, e gli occhi guardavano cose mai viste,
e poi disse al vecchio con voce sognante: "Mi piaccion le fiabe, raccontane altre."
Francesco Guccini
1972
Mi scuso per la lunghezza della citazione... ma non riuscivo a trovare un punto in cui "tagliare"...
...era un bambino, aveva sette anni, e delle "persone" - e chiamarle "persone" già mi costa - ne avevano fatto l'oggetto dei loro disgustosi "giochi" sessuali.
Poi, come si fa con i giochi di cui ci si è stancati, l'avevano buttato via e, siccome non era proprio minuscolo l'avevano tagliato a pezzi e abbandonato in una valigia. L'hanno ritrovato per caso qualche giorno fa, ristrutturando una casa e - finalmente - sono riusciti a fargli almeno un funerale... si, perchè da 8 anni la famiglia ne aspettava notizie.
Ieri una delle persone condannate per la vicenda è uscita dal carcere, in piena libertà.
La legge è stata applicata.
Bene.
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Let the children have their way
Let the children play
Let the children play
(Repeat)
Yo le digo caballero
Que los ninos le quieren jugar
Ellos tienen que jugar
Ellos tienen que jugar
(Repeat)
Music/ Lyrics: Carlos Santana & Leon Patillo
1976